Chiudi In ricordo di Mario Capone
nel decimo anniversario della morte - Moncrivello - 6 gennaio 2004

La mattina del 6 Gennaio u.s., il Santuario della B.V. DEL TROMPONE era veramente affollato di fedeli, accorsi per partecipare all’Eucarestia della Solennità dell’EPIFANIA; molti di questi, però, erano venuti per partecipare al ricordo in suffragio del caro Fratello Mario nella ricorrenza del 10° anniversario della morte.

Come giustamente sottolineava il celebrante che presiedeva l’Eucarestia, Don Giovan Giuseppe TORRE, Moderatore dei SODC, venuto appositamente da Roma per suffragare il confratello con il quale aveva operato per molti anni nel CFP del Trompone, "il dono portato da Mario, il mattino dell’Epifania di 10 anni fa, era il dono di una vita di sofferenza, vissuta con amore e nascondimento; per cui (ribadiva Don Giovanni nella sua testimonianza, durante la commemorazione, svoltasi dopo la S. Messa), Mario, quel giorno, è andato incontro al Signore come i Re Magi, non a mani vuote ma ricco dell’ORO della sua vita spesa per gli altri, della MIRRA della sua sofferenza, dell’INCENSO della sua costante preghiera". Ed a questo proposito, un momento particolarmente toccante dell’Eucarestia è stato l’OFFERTORIO, durante il quale gli ex-allievi hanno portato all’altare i doni che venivano illustrati da un lettore: il pane e il vino per l’Eucarestia, l’oro, l’incenso e la mirra offerti in unione al ricordo fraterno dei ragazzi i quali, con viva emozione, li hanno posti fra le mani dei concelebranti, don Remigio FUSI e don Antonio GIORGINI, perché divenissero un unico Sacrificio con quello di Gesù!

Al termine della S. Messa, un folto gruppo di ex-allievi con le rispettive famiglie, insegnanti ecc., hanno ascoltato le testimonianze che si sono susseguite nella Sala dei Convegni del Trompone. Cinque sono stati gli interventi, ed ognuno ha sottolineato le caratteristiche e peculiarità del caro Direttore e Fratello Mario Capone, del quale, nella sala, campeggiava una grande foto che sembrava parlante e la cui accoglienza era viva e commovente! Hanno parlato Don G.G. Torre, Moderatore SODC; Don Luigino Garosio SODC, ex Rettore del Santuario; sorella Maria Teresa Neato SODC, ex Insegnante dei Corsi FP; la signora Adele Calì, madre di un ex-allievo dei CFP; e infine il Prof. Ludovico Avalle, già Direttore dell’Istituto di Psicologia applicata di IVREA e della Rivista "La rosa dei venti", che da quei tempi passati a tutt’oggi collabora con i SODC presso il Trompone e nelle loro varie attività editoriali.

Della figura di MARIO CAPONE sono state sapientemente tratteggiate le caratteristiche - ed erano molte! - che hanno fatto di lui una persona veramente fuori dall’ordinario.

DON G.G.TORRE , fra le altre cose, ha sottolineato la sua continua ricerca di Dio, della di Lui conoscenza in Sè stesso e nei fratelli, soprattutto quelli più sofferenti, la ricerca della Sua volontà "che cosa posso fare - soleva dire - perché queste persone, poste dal Signore sul mio cammino, possano ricevere DI PIU’, professionalmente, umanamente, spiritualmente?"; e questa ricerca si concretizzava nel curare i "suoi" ragazzi, nel rapporto con le loro famiglie, per arrivare ad un’autentica promozione umana. "Cosa posso fare io, e cosa può fare l’Associazione SODC, la società, la Chiesa, la famiglia?": questi interrogativi erano lo stimolo continuo dell’operare di Mario, perché si realizzasse il grande disegno del nostro Fondatore MONS.LUIGI NOVARESE che diceva agli ammalati: "renditi conto delle tue possibilità per sfruttarle appieno e al tempo stesso non illuderti di poter fare cose che non riesci a fare!".

DON LUIGINO GAROSIO ha voluto sottolineare le doti spirituali e umane di Mario che lo avevano tanto edificato nel vivergli accanto, sin dai tempi del proprio Noviziato, fino ad arrivare all’ultimo giorno della vita di Mario. Lo stesso Mons. Novarese aveva "affidato" l’allora novizio Luigino a Mario, dicendo: "gli starà vicino Mario, Mario è molto buono e lo aiuterà, sì Mario è molto buono e farà bene!". In effetti don Luigino, vivendogli accanto, ha potuto riscontrarne le molteplici virtù: la fedeltà alla preghiera e la devozione con cui la praticava, che erano edificanti; il suo senso dell’autorità e dell’obbedienza (con timore reverente nei riguardi di Monsignore); la sua carità nel seguire la sua stessa crescita di Novizio fino al Sacerdozio "mi sentivo accompagnato da un fratello e guidato da un padre"; i suoi insegnamenti e le sue indicazioni equilibrate, a seconda delle situazioni; il suo legame con la famiglia, che ne dimostrava la sensibilità d’animo, pur dando anche esempio del distacco che conviene a chi si è totalmente donato a Dio; la sua dedizione instancabile al compito affidatogli (prima ad ARCO, poi a MONCRIVELLO); la pazienza con i giovani disabili, specie con chi aveva più difficoltà, anche nell’apprendimento; il tenace impegno per offrire ai giovani anche un lavoro, dopo la scuola, riuscendo a realizzare questo con l’istituire la Cooperativa G. Atallah, per la quale mobilitò tante buone persone e famiglie; la forza d’animo nella sofferenza, ma anche la serietà nel seguire le indicazioni dei medici, perché aveva vero amore alla vita; e ancora l’abbandono nelle mani di Dio, ma anche un sano buon umore, dicendo:"il Signore mi ha fatto ancora credito!". Poi, il 5 gennaio, all’Ospedale, nel parlare insieme dell’Epifania: "Ah! Se il Signore si manifestasse anche a me!"- ma queste parole non esprimevano stanchezza, bensì l’anelito all’incontro con Dio. E il giorno dopo - Epifania 1994 - alle 7,45, il Signore esaudì quel suo anelito, venendogli incontro e accogliendolo nella sua patria beata, insieme ai "suoi" ragazzi che l’avevano preceduto, ai familiari, ai SODC, e al Padre Fondatore!

A queste 2 prime testimonianze, fa seguito quella della sorella MARIA TERESA NEATO SODC, ex Insegnante dei CFP del Trompone, che sottolinea alcuni tratti umani di Mario, della sua innata signorilità, della finezza d’animo superiore alla media, che gli veniva sicuramente dalla profondità e bellezza della sua vita interiore; così come il rispetto, la delicatezza, un grande senso di affetto che traspariva da lui in modo del tutto naturale. L’attenzione a poter dare a questi ragazzi tutto il possibile dei loro bisogni e soprattutto il senso di una vera famiglia; la sua pazienza e padronanza di sè, anche nelle situazioni difficili, sapeva essere una persona autorevole ma mai autoritaria!...

Anche la signora ADELE CALI’ ricordava con quanta disponibilità "il signor Mario" era venuto incontro alle sue difficoltà famigliari ed all’accoglienza nel CFP del figlio disabile: la sua testimonianza di Madre in difficoltà dice tutta l’apertura intelligente e cristiana del "Direttore", la cui attività è stata paragonata, dall’attuale Cardinale di Genova, S.EM. MONS. TARCISIO BERTONE (quando venne a celebrare le esequie di Mario qui al Santuario, 10 anni fa,) - con un parallelo molto audace a detta di Don G.G.TORRE – all’attività di Don Bosco con i giovani del suo tempo: così Mario con i suoi ragazzi disabili, affetti dalle varie patologie, succedutisi negli anni dei CFP; ed anche la sig.ra Calì ne rilevava lo stile salesiano del farsi tutto a tutti per quei giovani!

E così anche l’ha ricordato il PROF. LUDOVICO AVALLE , che ne ha anche sottolineato l’instancabile dedizione, giorno e notte, sempre a disposizione e sempre con l’umiltà di accettare qualsiasi tribolazione o mortificazione, anche per la sua convinzione che "se lo si ringraziava, gli si toglieva metà delle cose che aveva accumulato per quando sarebbe andato lassù!" Il Prof. Avalle , riguardo alla sua attività senza riposo, ricordava anche il suo umorismo e la schiettezza con cui aveva detto un giorno "io, in Paradiso, spero solo che mi lascino dormire.." e questo fa intuire la totalità del suo "servizio", fin nelle più umili necessità nei riguardi dei "suoi" ragazzi, che in quegli anni erano presenti in 75!!

 

Al termine di queste testimonianze che tanto hanno fatto riflettere, lasciando in tutti i presenti la "luce" che da questa figura emana, ogni ospite ha ricevuto una immagine di Mario perché, chi lo ha amato, lo ricordasse "vivo" nel suo sorriso ed in un breve pensiero: "l’amicizia e la gioia di vivere insieme", e questo si è realizzato nell’incontro, ricco di emozioni, che ha avuto la sua gioiosa conclusione con il CONVIVIO fraterno dove tutti hanno potuto gustare "l’eredità" di fratellanza lasciata da Mario Capone in questa Comunità, a beneficio di tutti coloro che ad essa si avvicinano!

La Comunità SILENZIOSI OPERAI della CROCE


Alcune foto della giornata

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Un momento della concelebrazione  I doni Offertoriali portati dagli ex allievi I doni Offertoriali portati dagli ex allievi Il tavolo dei relatori degli interventi Il folto gruppo di persone attente.. .. alle testimonianze su Mario Capone

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 Ultimo aggiornamento: 13-01-04